5 ANNI AL LAVORO

 
1. PRIVATIZZAZIONE ASILO NIDO...
    IL MIRAGGIO DI UN RISPARMIO SULLA PELLE DELLE LAVORATRICI

 

Nel febbraio 2012 viene pubblicata sul sito del Comune, nel box delle notizie, l’ annuncio: “Asilo nido, avviso di cessione del servizio”.  Si tratta del nido comunale “Girotondo”, l’unico nido pubblico a Vimercate, dalla gestione troppo costosa, a dire dell’Amministrazione. Tra le argomentazioni a difesa di tale scelta vi è stato il presumere che la cittadinanza fosse a favore di questa; nel programma elettorale del PD della città era stata inserita la frase: l’ “aumento di efficienza dei servizi comunali, primo tra i quali l'Asilo Nido comunale per il quale è già allo studio una diversa e più innovativa forma di gestione con il concorso pubblico e privato”. Ma “aumento di efficienza” e “concorso pubblico-privato” significano letteralmente “privatizzazione”?

Al di là dei mascheramenti linguistici, sul piano logico è un’interpretazione decisamente azzardata e capziosa, tanto che due liste che avevano sostenuto il Sindaco ritirano il loro appoggio a seguito del provvedimento. La privatizzazione infatti è una mera “cessione d’ azienda” (che consiste nel cedere al mercato il servizio e le lavoratrici), sovente e impietosamente praticata nel settore privato, tanto osteggiata da sindacati e rappresentanti dei lavoratori. Ebbene, tale pratica viene promossa con evidente incoerenza proprio da una Giunta di centrosinistra!

 

Immediata è stata la mobilitazione di una gran parte della città: migliaia di firme sono state raccolte in pochi giorni con la petizione “Salviamo l’asilo nido comunale”; il Comitato dei Genitori del Girotondo (ChiedoAsiloSoloCom), i dipendenti comunali, i sindacati, le forze di Opposizione hanno fatto fronte comune contro la delibera dell’Amministrazione. Ma non c’ è stato nulla da fare: il 14 marzo 2012 la Maggioranza in Consiglio Comunale vota compatta a favore della privatizzazione.


Seguono due bandi di gara alquanto travagliati, e il nido viene assegnato col secondo bando l’1 febbraio 2013 all’ultimo concorrente classificato rimasto in gara: la cooperativa “Progetto Vita Consorzio di coop sociali di Caltagirone (CT)”. 

Per un po’ tutto tace...

 

Si ritorna a parlare del nido Girotondo quando, nell’autunno 2015, si alza il grido di allarme delle 13 ex-dipendenti comunali ora passate alla cooperativa: come era facilmente prevedibile, le suddette lavoratrici dal mese di agosto 2015 non percepiscono più lo stipendio. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giornale di Vimercate, 25 Novembre 2015

 

Il Movimento 5 Stelle accoglie l’appello accorato delle lavoratrici e presenta immediatamente un’interrogazione in Consiglio Comunale, chiedendo ragioni al Sindaco sulla grave mancanza da parte della cooperativa; lo stesso Sindaco infatti il 14 marzo 2012 aveva assicurato in Consiglio Comunale, davanti a tutta la città, che avrebbe tutelato la dignità del lavoro e dei livelli salariali delle educatrici del nido. Purtroppo i fatti evidenziano in modo incontrovertibile la vacuità della promessa.

 

Insomma, un bene pubblico costruito con il contributo di tutti adesso si trova in difficoltà economiche sotto la gestione di una cooperativa che non riesce a rilanciarlo: anziché tagliare gli sprechi, ottimizzare le risorse e rilanciare il servizio, l’attuale Amministrazione ha preferito negare che ci potessero essere problemi di incapacità gestionale nel Nido e far pagare alle famiglie e alle lavoratrici i danni di una decisione tutt’altro che a tutela dei servizi e dei lavoratori.

 

 

2. “CHE FACCIAMO QUASUD?”

    OVVERO UNA FINTA LIBERTA’ DI SCELTA IN AREA “NUOVA ESSELUNGA”
 
Nell’estate del 2014 l’amministrazione chiama i cittadini a scegliere cosa fare nell’area “Nuova Esselunga”, il cosiddetto Quartiere Sud, da cui QuaSud, che sorgerà non lontano dall’ attuale. 512 cittadini di Vimercate votano e vince l’opzione 4 torri + una palazzina. L’operazione assume così i contorni di un percorso partecipato e democratico.  La realtà delle cose invece appare molto diversa. Vediamo perché.

 

Innanzitutto si deve sapere che il PGT (Piano di Governo del Territorio) non prevedeva la realizzazione di “torri” in quell’area. Infatti nella delibera del 26/11/2014 con cui si approva il progetto QuaSud l’Amministrazione Comunale riporta: “L’unica direttiva (del PGT, NdR), non seguita appieno è quella relativa alla tipologia edilizia essendo presenti nel Planivolumetrico edifici a torre”. L’Amministrazione è insomma pienamente consapevole di operare in contrasto con direttive precise.

 

Cosa fa dunque? Chiede ai cittadini di pronunciarsi, in

modo da legittimare la deroga al PGT. E lo fa tramite il

suddetto sondaggio, giocato su due opzioni

sostanzialmente identiche: o 5 torri, o 4 torri + 1

palazzina (praticamente una torre orizzontale); tertium

non datur, non è stata data una terza possibilità, ovvero

non edificare nulla. Insomma, qualunque opzione avesse

vinto, avrebbe previsto la costruzione di torri! Un

espediente molto astuto per scaricare sui cittadini la

volontà di costruire edifici molto elevati! 


Si legge infatti nella stessa delibera del 26/1/2014: “Il

percorso partecipativo, sviluppato dall’Amministrazione

Comunale nell’estate del 2014, ha portato a ritenere accettabile tale tipologia” (appunto edifici a torre). È chiaro dunque che l’Amministrazione Comunale aveva già in origine previsto solo e soltanto edifici alti, e ha cercato l’appoggio dei cittadini, assai probabilmente ignari della direttiva del PGT, con lo strumento del sondaggio (ripetiamo, tra due opzioni nella sostanza identiche) per legittimare le sue scelte aprioristiche contro un vincolo senza dubbio ragionevole.

 

Insomma, gli appetiti edificatori hanno avuto la meglio sul bene della collettività, che non sentiva e non sente come necessari il consumo di suolo fertile e la costruzione di nuovi alloggi, vista la dimensione preoccupante dell’invenduto esistente in città. In numerose pubbliche assemblee i cittadini si sono opposti strenuamente al progetto approvato, ma ancora una volta nulla ha potuto fermare l’Amministrazione Comunale che anzi, sulla carta, ha agito in modo regolare e ineccepibile. Infatti, tramite il risultato di un sondaggio in realtà apparente, si è fatto passare il concetto che le torri le hanno chieste e volute i cittadini; ma, come si è visto, non è esattamente così!

 

3. VIMERCATE DA “RIFIUTI ZERO” A “COERENZA ZERO”

 

“Rifiuti Zero”, più che una destinazione è un viaggio. La storia di un viaggio che a Vimercate parte ufficialmente nel 2012 con l’approvazione all’unanimità della delibera di Consiglio Comunale presentata da SEL, forza politica di Maggioranza, e appoggiata con decisione dal Movimento 5 Stelle (sì, proprio quel Movimento 5 Stelle di cui la Maggioranza dice che “sono sempre contro”).


Nella delibera si prendeva l’impegno ad aderire alla strategia Rifiuti Zero, e si esprimeva, tra le altre cose, ferma contrarietà all’allora paventato raddoppio dell’inceneritore di Trezzo, dove si brucia attualmente il secco raccolto a Vimercate.  Il Movimento 5 Stelle non si è fermato a battaglie di bandiera, ma ha fatto seguire azioni concrete di informazione per i cittadini, organizzando workshop e convegni, invitando un premio Nobel e vari esperti di fama mondiale (nonché l’ideatore stesso della strategia Rifiuti Zero), e spingendo in direzione dell’applicazione della “tariffa puntuale”, affinchè il cittadino paghi per quello che conferisce.

Poi bruscamente il viaggio iniziato così bene non solo s’interrompe, ma subisce addirittura una inaspettata inversione di rotta nel 2015: si va verso l’inceneritore di Desio grazie al progetto del PD provinciale, cui l’attuale Amministrazione Comunale aderisce approvando in Consiglio la fusione tra CEM e BEA. 
CEM è il Consorzio Est Milano, che raccoglie i rifiuti nell’est della Brianza (anche da noi) e li smaltisce sul mercato cercando di spendere il meno possibile, non avendo propri impianti. 
BEA è l’acronimo di Brianza Energia Ambiente, una società partecipata dalla Provincia di Monza e Brianza e da 11 Comuni della Brianza Ovest, che si occupa di trattamento dei rifiuti,  e possiede l’inceneritore di Desio con il quale brucia il secco producendo energia che vende. Il forno di BEA però è vecchio, antieconomico e

necessita di opere di ammodernamento/ampliamento che richiedono un esborso di almeno 20 milioni di euro; soldi che, come conseguenza della fusione voluta dall’attuale Amministrazione, pagheranno anche i cittadini di Vimercate.

 

Forse poi è opportuno sapere che BEA ha a suo carico ben 6 segnalazioni in Procura penale della Repubblica per ipotesi di reato e una contestazione con decine di osservazioni da parte dell’ANAC per irregolarità nella gara per la fornitura di una turbina. 


Per tutti questi motivi noi ci siamo battuti e ci batteremo perché il forno inceneritore di Desio venga spento prima di prendere in considerazione la fusione CEM-BEA, rispettando così il percorso Rifiuti Zero intrapreso. Insomma, l’unico elemento coerente nel comportamento della Maggioranza è il numero Zero: da Rifiuti Zero a Coerenza Zero.


4. MASSIMI RISULTATI = MASSIMI PREMI

    (O OBIETTIVI UN PO’ TROPPO MODESTI?)

 

Negli ultimi anni tutti gli obiettivi dei dirigenti comunali risultano conseguiti al 100%, quindi sono state corrisposte le relative indennità di risultato per ben  85.000 €,  oltre naturalmente agli stipendi “ordinari” (si fa per dire) che oscillano tra i 70.000 e i 120.000 € annui a dirigente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giornale di Vimercate, 13 Gennaio 2015

 

Sta di fatto però che anche il cittadino più disattento e che vive poco la città non può non aver notato che i marciapiedi versano in condizioni disastrose, le strade sono piene di buche, il trasporto pubblico soffre, le scuole mancano di manutenzione, la manutenzione e la pulizia delle piste ciclabili (quando ci sono) lascia molto a desiderare, l’illuminazione in certe vie è insufficiente, le barriere architettoniche impediscono non solo ai disabili, ma anche a mamme e papà con passeggini e carrozzine di muoversi in sicurezza, gli edifici comunali sono in condizioni fatiscenti, la piscina comunale e gli altri impianti sportivi non se la passano meglio. E stiamo parlando solo di strutture già esistenti, mentre di quelle promesse da anni non se ne vede neanche l’ombra (mercato permanente coperto, realizzazione collegamenti vari, nuove piste ciclabili e strade).

 

Fanno eccezione i lavori di riqualificazione eseguiti per l’accesso al Centro Scolastico Omnicomprensivo di Via Adda. Ma crediamo non bastino a giustificare lo sbandierato raggiungimento degli obbiettivi con le relative indennità di risultato.
Vero è che il Patto di Stabilità pone dei vincoli di bilancio ai Comuni, che da anni si trovano in difficoltà a garantire gli investimenti e i servizi sul territorio. Ma a maggior ragione, proprio perché si è in tempi di “vacche magre” e anche i premi dei dirigenti incidono sul patto di stabilità, un’Amministrazione Comunale oculata e lungimirante avrebbe dovuto modificare quantomeno gli obiettivi dei premi, richiedendo ai dirigenti, per esempio, di perseguire risultati inerenti al rilancio delle attività commerciali, al miglioramento della sicurezza delle nostre strade e al sostegno ai cittadini che sempre più si trovano in difficoltà economiche.

 

A questo punto viene da dire che gli unici a non essere stati premiati siano proprio i cittadini, che, oltre a non veder realizzate le promesse, sono costretti a pagare le “indennità di risultato” destinando a quelle parte delle già esigue risorse!
Com’è possibile che Sindaco e Giunta restino imperturbabili di fronte a tutto ciò?

 

5. “IL SINDACO E’ RESPONSABILE DELLA SALUTE DEI CITTADINI”

      MA FORSE A VIMERCATE NON SEMBRA PROPRIO COSI’

 

L’articolo 32 della Costituzione proclama che “la

tutela della salute è un diritto fondamentale

dell’individuo e interesse della collettività”.  Il

Sindaco è il primo responsabile della salute dei

cittadini e ha il compito di individuare e fornire

le linee d’indirizzo. Siamo sicuri che per

Vimercate sia proprio così? Leggete quanto

segue per farvi un’idea.


Nei cinque anni di Opposizione solo il

Movimento 5 Stelle si è contraddistinto nel

presentare in Consiglio Comunale interrogazioni,

mozioni e Ordini del Giorno su argomenti e

provvedimenti riguardanti la tutela della salute      Centralina ARPA di Vimercate. Periodo 3-12 dicembre 2015, che NON è stato il peggiore dello scorso inverno.

dei cittadini e dell’ambiente. Tali atti politici non 

sono mai stati fini a se stessi o peggio ancora strumentali, come all’attuale Maggioranza piace etichettarli, ma sempre motivati da situazioni incombenti di pericolo per i cittadini e per il nostro territorio.
Ogni azione inoltre è sempre stata preceduta o seguita da banchetti informativi, serate di approfondimento con esperti, raccolte firme e petizioni nello stile del Movimento 5 Stelle, che vuole il cittadino informato e partecipe su ogni singola decisione amministrativa e politica. 


Ecco alcune delle nostre più importanti proposte. Accanto troverete come state accolte dalla maggioranza:

 

  1. Mozione per chiedere lo stralcio dell’articolo 35 dello Sbloccaitalia che, una volta attuato, trasformerà la Lombardia nella pattumiera d’Italia e nella terra dei fumi del nord. La maggioranza ha votato CONTRO.

  2. Mozione Stop Pedemontana e destinazione fondi per Metropolitana/riqualificazione rete ferroviaria/stradale esistente. La maggioranza ha STRAVOLTO la mozione chiedendo di fare subito la pedemontana e tutte le opere connesse (intanto diceva di essere CONTRO pedemontana).

  3. Mozione contro l’uso di diserbanti tossici (glifosato) sui nostri terreni. La maggioranza ha votato CONTRO. (Il Governo, successivamente, si è impegnato a vietarlo in Italia, votando una mozione del M5S, in quanto si tratta di un pesticida di proprietà della Monsanto bandito già in altri stati, come la California, perché considerato cancerogeno dall'Organizzazione Mondiale della Sanità).

  4. Mozione per l’uso sostenibile degli insetticidi nel nostro Comune.  La maggioranza ha votato CONTRO.

  5. Mozione per la lotta allo spreco alimentare e per recuperare il cibo ancora integro. La maggioranza l’ha RESPINTA.

  6. Mozione per la salvaguardia del nostro territorio dalla coltivazione di OGM. La maggioranza l’ha accolta solo parzialmente.

  7. Interrogazione su Piano di allertamento/evacuazione/informazione ai cittadini su incidenti rischio Dobfar (nota industria farmaceutica vimercatese che già in passato si è rivelata problematica). L’Amministrazione ci ha ACCUSATO di creare allarme nella cittadinanza per il fatto di chiedere lumi sui piani di evacuazione e le esercitazioni effettuate (nessuna!!)

  8. Interrogazione sulle eco balle provenienti dalla Campania da bruciare all’inceneritore di Trezzo. L’Amministrazione NON è stata in grado di rispondere.

  9. Interrogazione incidente verificatosi all’inceneritore di Trezzo. L’Amministrazione NON è stata in grado di rispondere. 

 

E poi saremmo noi quelli sempre contro….

 


6. QUANDO IL SINDACO E IL DIRIGENTE VANNO A PROCESSO, VIENE MESSO          ALLA GUIDA DEL CONSIGLIO COMUNALE … IL FRATELLO DEL SINDACO!

 

Vimercate non è immune da vicende di tribunale. E ben lo sa il centrosinistra vimercatese che, appena pubblicato (19 ottobre 2013) sul Fatto Quotidiano un articolo che metteva la nostra città in guardia dal condizionamento mafioso, ha organizzato una manifestazione intitolata “Presidio per la verità e la trasparenza”. Badate bene, presidio non contro la mafia, ma “contro il fango gettato” (così afferma la Maggioranza) “su Vimercate” dall’articolo del Fatto Quotidiano. L’articolo infatti citava una requisitoria del PM in cui si ipotizzava un condizionamento di tipo mafioso in ambito di affari edilizi a Vimercate. Tale condizionamento è stato poi riconosciuto nella sentenza di primo grado. 


In Piazza Roma Giorgio Brambilla, allora segretario del Pd locale, alzava la bandiera “dell’amministrazione trasparente e onesta”. Accanto a lui suo fratello, il sindaco di Vimercate Paolo Brambilla, che dichiarava: “Non siamo qui per accusare, ma per rivendicare la trasparenza”.

 

Trasparenza tanto invocata, ma non praticata quando a richiederla è il Movimento 5 Stelle, insieme alle minoranze, in una precisa occasione: un anno dopo la manifestazione organizzata contro l’articolo del Fatto Quotidiano, si apprende infatti che il Sindaco, l’allora Vice Sindaco, il dirigente dell’ufficio tecnico sono stati rinviati a giudizio (7 novembre 2014) dopo ben due anni di indagini. Gli amministratori citati sono tutti coinvolti nella vicenda giudiziaria dei lavori di recupero di Villa Sottocasa.  Le accuse: omesso controllo e abuso d’ufficio (il processo è tuttora in corso).


All’indomani del rinvio a giudizio l’allora presidente del Consiglio Comunale (Umberto Cambiaghi) si dimette. E come agisce la maggioranza in questa difficile impasse? Nomina come Presidente del Consiglio Comunale (figura che dovrebbe essere di garanzia e di controllo) niente meno che … il fratello del Sindaco! Davvero un fulgido esempio di correttezza e imparzialità!
Ma la maggioranza va ben oltre! In una situazione del genere sarebbe quanto meno consigliabile che il Comune si tuteli in ogni modo per ottenere il risarcimento da parte dei possibili colpevoli degli eventuali danni arrecati alla città, costituendosi parte civile nel processo. Ma a quanto pare il centrosinistra vimercatese non la pensa così! Infatti i Consiglieri di Maggioranza e il Presidente del Consiglio Comunale (che, ripetiamo, è il fratello del Sindaco) appellandosi a un cavillo del regolamento, si rifiutano di prendere le distanze dal dirigente dell’ufficio tecnico, come richiesto dal Movimento 5 Stelle e dagli altri Consiglieri di Minoranza, impedendo di fatto al Comune di potersi rivalere in futuro in caso di condanna del tecnico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La nostra città non meritava certo un Consiglio Comunale ostaggio del Sindaco e di suo fratello. Questa vicenda ci dimostra che il concetto di trasparenza per i nostri attuali amministratori è ben lontano da quello che vorremmo e che vorrebbero, ne siamo certi, i cittadini onesti di Vimercate.