Villa Sottocasa: Accesso Impossibile!

Il 2 febbraio 2015 si avvierà il processo che vede imputati il Sindaco Paolo Brambilla, l’ex Vicesindaco Roberto Rampi, il tecnico Bruno Cirant e Ivo Redaelli costruttore e proprietario della Leader. I reati sarebbero abuso d’ufficio e violazione delle normative sui beni culturali per irregolarità nelle procedure di ristrutturazione dell’ala privata di Villa Sottocasa.


A più riprese da allora abbiamo sollecitato il Sindaco a informare pubblicamente sull’accaduto ottenendo risposte evasive: «Non so niente». Non è mai stato onorato il Consiglio Comunale con una comunicazione sul merito dei fatti e delle accuse della vicenda Sottocasa. Dopo la chiusura delle indagini il Sindaco ha indicato nella possibilità di accesso ai documenti per i consiglieri comunali l’unico mezzo per ottenere informazioni utili ad entrare nel merito. Abbiamo quindi fatto richiesta della documentazione relativa alla DIA incriminata (come suggerito).


Sorpresa: ci viene consegnato un CD pieno di documenti, ma non l’unico documento richiesto! E sul fatto che il documento richiesto non ci sia, non viene data nessuna indicazione! Solenne presa in giro del consiglio comunale: – Se volete capire accedete agli atti, tanto quelli che servono non ci sono e non capirete un mazzo –.

E quale speranza abbiamo di essere tutelati nei rapporti con il Sindaco e l’Amministrazione, visto che questo ruolo spetta per istituzione al Presidente del Consiglio, nonché fratello del Sindaco?


Il processo che si avvia il 2 febbraio riguarda la villa Sottocasa, elemento intorno alla quale si sono sviluppati interessi per svariati milioni di euro, tra spese, investimenti, oneri, concessioni ecc. Se sono state violate le normative sui beni culturali, quali danni ne sono scaturiti ad un bene della città come la Villa Sottocasa? Chi si è avvantaggiato di queste violazioni e a danno di chi? Se vantaggio illecito c’è stato va cercato nella direzione degli imputati e il danno sarebbe contro il patrimonio rappresentato dalla Villa, ovvero un danno per i cittadini di Vimercate.


Tenere il consiglio comunale all’oscuro dei fatti contestati impedisce di acquisire gli elementi per conoscere, e quindi per tutelare gli interessi della città. Deprecabile il comportamento della maggioranza: NON VEDO, NON SENTO, NON PARLO. Con buona pace dei cittadini e dei danni subiti che forse non sapranno mai.


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