L'Europa è dei burocrati. E la nostra Unione dei Comuni?


Il Comune di Burago fuori dall’unione dei comuni, in barba allo statuto dell’unione, che prevederebbe l’uscita dal 1 gennaio 2017. Invece i sindaci si accordano per l’uscita dal 1 gennaio 2016.

Ma dov’erano i nostri sindaci e il segretario, quando noi delle minoranze in Consiglio chiedevamo di poter gestire tempi più rapidi per l’uscita, e loro ci dissero che era impossibile? Adesso ci prendono in giro? L’unica cosa certa è l’assoluta mancanza di rispetto del consiglio dell’unione e dei consigli comunali, presi in giro allora ed adesso.


Devono ammettere di aver fatto male i conti per non averci ascoltato, e devono farlo riportando lo statuto (votato dai consigli) in tutti i consigli comunali (Burago compresa) e poi nel consiglio dell’unione! Solo così si può anticipare l’uscita di Burago. Invece, tentando di nascondere questa brutta figura, ignorano lo statuto e fanno come torna comodo.


Ma che unione è questa? Imposta dall’alto, che espelle chi osa chiedere tempi congrui per le valutazioni e la condivisione delle scelte con i propri cittadini, che scavalca il proprio consiglio (nessuna convocazione quest’anno, nonostante le richieste), che esclude i consiglieri di minoranza dai momenti di condivisione, per il solo motivo che la pensano diversamente (e pur invitati se ti presenti, ti dicono che si tratta di un errore e che sei sgradito).


Abbiamo di fronte, in questi giorni, l’esempio di una Europa dei burocrati e dei poteri forti, che considera d’intralcio la democrazia degli stati e le aspettative dei popoli, fino a calpestarli. La Merkel sta dicendo chiaramente che non vuole più la Grecia nell’unione europea. L’unione dei comuni dei tre parchi ci sembra che si stia muovendo sulla stessa linea. Dopo averla fatta nascere a botte di maggioranza senza consultare i cittadini, adesso a chi reclama trasparenza e partecipazione, riserva il trattamento che l’Europa riserva alla Grecia: aderire alle nostre imposizioni o fuori!


Si preparano tempi duri: l’unione vuole allontanare dai cittadini i centri di decisione su temi fondamentali e delicatissimi come la gestione territorio, e giustamente Burago non ci ha visto chiaro (o forse ci ha visto troppo chiaro) e se ne va.


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