Consiglio dell'Unione dei Comuni: il discorso del Capogruppo di Maggioranza



Lunedì 12/09/2016 la nuova Maggioranza ha fatto il suo debutto nel suo primo Consiglio dell’Unione dei Tre Parchi. Nell'occasione sono stato nominato capogruppo della nuova Maggioranza. Qui di seguito, grosso modo, il testo della mia dichiarazione di voto sul bilancio dell’Unione:


"Non è senza un certo disagio che mi accingo a fare questo intervento.

Ancor più che essere qui a votare bilanci previsionali di annualità pressoché giunte al termine – e forse basterebbe questo -, non avrei mai pensato di poter essere capogruppo di una maggioranza tanto spettacolarmente disomogenea. Fino a oggi ho sempre pensato che perché ci fosse un capogruppo servisse un capo, ma soprattutto un gruppo. Un capo inteso come soggetto capace di fare sintesi di posizioni purtuttavia simili nella loro pluralità. Va da sé che questa sera questo compito appare improbo. E questo né per colpa di chi vi parla, né per le capacità dei singoli componenti di questa “mia” schizofrenica maggioranza.

Il motivo di questo stallo risiede tutto nella logica da cui questo soggetto sovracomunale, l’Unione dei Comuni, è sorto. Una logica che ha nell'illogicità il suo fiore all'occhiello: pensare, cioè, che le maggioranze dei comuni componenti l’Unione siano immutabili per volontà Divina. Un dato che cozza contro la storia, e appunto, la logica.


Ma spesso accade non tanto qualcosa, appunto, di impensabile, ma qualcosa a cui non si vuole pensare: la forza politica che ha creato questa anomalia giuridica perde una delle proprie roccaforti. E, scalogna delle scalogne, perde proprio la roccaforte peggiore per l’economia del tutto: Vimercate, la città più grande.

E questo porta già a un’ulteriore riflessione: Vimercate “la città più grande”. Si è costruita, quindi, un’unione di Comuni di dimensioni diverse. Dimensioni diverse cui corrispondono esigenze, dinamiche e, dulcis in fundo, capacità di spesa assai diverse. Un’unione di Comuni, se proprio si vuole decidere di costituirla, dovrebbe perlomeno “unire” Comuni omogenei per dare ad essa una chance concreta di sopravvivenza.


Il secondo peccato originale è, come illustrato, da ricondurre ai meccanismi di funzionamento e di rappresentatività. Basta una folata di vento o, vurrìa mai, un elettorato più “sperimentale” e tutto finisce in malora: mele che rappresentano pere, e pere che rappresentano cachi. Con sguardi di complicità e comprensione lanciati invece da un banco all'altro tra gemelli (in senso politico, e limitatamente all'argomento dato…) separati da un destino infausto.


Ma, paradossalmente, non è né la dimensione dei Comuni uniti né i suoi meccanismi di funzionamento a mettere in crisi agli occhi della Maggioranza di Vimercate questo soggetto. La vera pietra tombale dell’Unione dei Comuni è la valutazione dei suoi frutti in termini di vantaggi concreti per i cittadini. E, se ci è consentito, in particolare dei cittadini di Vimercate.

Il banco di prova è quello del primo, e finora, unico servizio delegato all’Unione, quello della Polizia Locale, con tutto quello che comporta, dal lavoro dei vigili fino alla segnaletica stradale e quant’altro. Orbene: se io “vendo” al cittadino il concetto che unire le forze sarà per lui conveniente, il cittadino non potrà che pensare a due possibilità:

  1. o a parità di servizio, finisce per spendere meno

  2. o a parità di spesa, finirà per avere un servizio migliore.


Direi che per i vimercatesi, invece, è incontrovertibile constatare che hanno visto aumentare la propria spesa a fronte di un servizio peggiorato:


1. Non solo si è visto ampliare il deficit tra personale effettivo e personale necessario per legge, scendendo da un 69% ad un 58%, ma questo dato formale, ovviamente, si riflette su dato reale: meno vigili per le strade di Vimercate.


2. Il dato economico è addirittura surreale sia in termini astratti che concreti:


a) È stato formalizzato un accordo in base al quale i Comuni hanno detto: “Noi spendiamo X per questi servizi, quindi contribuiremo per lo stesso X” all'interno dell’Unione. La frase, nel non detto, dovrebbe finire con un: “qualsiasi cosa accada”. E cosa potrebbe accadere? Potrebbe accadere – e capisco che sia cosa imprevedibile in Italia – che muti il quadro normativo e che ne possano discendere degli obblighi ex lege di adeguamento, relativi a upgrade informatici, etc… Risultato? Questi “upgrade” non previsti ricadono interamente sui cittadini vimercatesi.

b) Un altro aspetto davvero grottesco è il seguente: come qualsiasi apparato burocratico, sono necessari anche dei servizi di ragioneria a supporto. Ecco, parrebbe che nessuno ne abbia tenuto conto ideando l’Unione. Lo si desume da un piccolo particolare: che il Comune di Vimercate paga un premio ai propri dipendenti per fornire i servizi di ragioneria all'Unione. Ovvero: anche qui la contribuzione alle spese dipende dal buon cuore dei singoli Comuni, in questo caso il solito Vimercate-Pantalone e Ornago (che condividono lo stesso segretario).

c) Dulcis in fundo, nella realtà di tutti i giorni, le vicissitudini diciamo così “economiche” dei Comuni più piccoli hanno reso fino ad oggi quantomeno farraginosa l’escussione delle somme dovute pro quota, con la conseguenza che la solita Vimercate si è trovata in più in occasione ad anticipare spese di altri paesi.


Ora, da questo excursus, si desume che – all'interno dell’Unione – ci siano amministrazioni, e quindi cittadini, di serie A e di serie B, amministrazioni che hanno nell'Unione un prezioso salvagente e amministrazioni che invece vengono appesantite e in qualche modo vessate dalle logiche perverse del suo funzionamento. L’Unione sembra proprio la soluzione di necessità ed equilibri di soggetti politici – di UN soggetto politico - e non di quelli dei cittadini che la compongono. Ma non credo, però, che gli elettori vimercatesi del PD, scoprendo di star pagando con le proprie tasse servizi di cittadini di altri Comuni, rimarrebbero particolarmente colpiti. Di certo non lo è il M5S vimercatese.


Concludendo, concordando con la consigliera Teoldi che non è bocciando un bilancio-preventivo-presentato-a-consuntivo che si potrà risolvere questo pasticcio, e a fronte del fatto che i voti già garantiti dai colleghi consiglieri M5S di Maggioranza dovrebbero costituire un ampio salvagente per il destino di questo bilancio, concentrerò simbolicamente – ma soprattutto programmaticamente, diciamo - sul mio solo voto la contrarietà del M5S vimercatese a questo progetto a dir poco claudicante, e pertanto il mio voto sarà negativo".


Carlo Amatetti

Capogruppo Maggioranza Unione dei Comuni

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