25° Anniversario di Tangentopoli: tra i relatori l'Assessore Grossi

25° Anniversario dalla Nascita di Tangentopoli (1992 - 2017)

Nozze d'argento fra Politica e Corruzione.

Tra i relatori il professor Claudio Grossi, Assessore al Bilancio e alla Legalità del Comune di Vimercate.



Il nostro Assessore al Bilancio e alla Legalità Claudio Grossi ha partecipato in qualità di relatore alla prima iniziativa per ricordare Mani pulite tenutasi lo scorso 7 febbraio 2017 nell'aula magna del Palazzo di Giustizia di Milano, celebrazione promossa dall'associazione Themis e Metis. Con Claudio Grossi ospiti Davigo, Di Pietro, Girelli, Bonafede, D’Elpidio, Lanza, Barbacetto.


Il professor Claudio Grossi, docente di finanza all'Università Cattolica di Milano, ha esordito ricordando che, come purtroppo le numerose vicende legate alla ndrangheta in Brianza testimoniano, economia e finanza sono i fornitori di materia prima del mercato della corruzione, dell’usura, della mafia.

Ha ripercorso poi la genesi di una crisi economica, originata da un sistema di norme europee e italiane, che, come una pillola velenosa, hanno procurato danni incalcolabili alle micro, piccole e medie imprese italiane. A partire dalle regole dettate dalla Banca Internazionale dei Regolamenti di Basilea che nel 2007 stabilì i modelli di rating con i quali il sistema bancario italiano sarebbe stato obbligato a misurare e quantificare le capacità di credito delle imprese. Regole che il più delle volte hanno bloccato il sistema delle imprese, dando origine a una crisi di liquidità e impedendo loro di essere aiutate. L’innesco poi di una spirale viziosa, in Italia decuplicata rispetto agli altri paesi in seguito all'entrata in vigore del decreto legge 192/2013 sulla moralizzazione dei sistemi di pagamento, ha avuto conseguenze scandalose: le imprese italiane per funzionare si sono dovute indebitare quattro volte di più di quelle europee. Il 16% dei crediti concessi sono non performanti.


Il perdurare dell’incapacità a livello europeo e nazionale di autodeterminare i danni per la propria economia affiancato dall'incapacità di Governi e Istituzioni di presidiare il sistema ha determinato la trasformazione del fenomeno “corruzione” in economia in una specie di colabrodo: più si cerca di assicurare alla giustizia corrotti e corruttori, e più entra acqua nel mercato della corruzione.


Di seguito alcune battute anche dagli altri interventi:

Di Pietro: “Mani Pulite è finita 25 anni fa, ma Tangentopoli è ancora qui e da allora a oggi, l’unica cosa che è cambiata è che adesso c’è desolazione da parte dell’opinione pubblica. Mani pulite è stata fermata, anche perché mentre stavamo indagando sui bauscia del Nord, siamo andati a toccare quelli che avevano contatti con la mafia al Sud”.


Davigo: “Dicono che Mani pulite sia stata un complotto della CIA. E contemporaneamente che ha salvato i comunisti: ma allora la CIA ha salvato i comunisti?”. “Ci hanno dipinto come toghe rosse. A parte la fatica che faccio nel vedermi come una toga rossa, rispondo ricorrendo al catechismo: i sacramenti sono validi anche se il celebrante è indegno, la messa vale anche se il prete ha la fidanzata”.


Girelli: “Mani pulite è un’incompiuta. In passato sono stato rimproverato per aver detto a una delegazione di magistrati francesi che con Mani pulite abbiamo selezionato la specie dei corrotti, come i leoni che prendono le gazzelle più lente, come gli antibiotici che creano i ceppi resistenti agli antibiotici. È andata così. Se si interrompe la cura a metà, questi sono i risultati. E noi purtroppo abbiamo dovuto interrompere la cura a metà”.


Bonafede: “Il dovere di ogni legislatore oggi è chiedersi se è cambiato qualcosa. Se lo Stato ha imparato la lezione. Nei successivi 25 anni la politica, facendo finta di credere che il problema fosse stato una magistratura troppo puntigliosa, non ha fatto altro che indebolire gli strumenti con cui la magistratura deve ancora oggi combattere contro la corruzione e non si è curata di prevenire e smascherare i comportamenti corrotti. La giustizia è precipitata nel dimenticatoio del nostro Paese. Per la classe politica attuale la lotta alla corruzione non è una priorità”.

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