La Macchina del Fango contro il Cambiamento e la buona amministrazione

Quando la politica dei vecchi partiti vuole fermare il cambiamento, arrivando ad alimentare il falso anche attraverso un’interrogazione parlamentare, allora è indispensabile ristabilire la verità.

La politica dei partiti tradizionali, che in questi decenni non ha certo brillato per capacità di governo, cade spesso in comportamenti altrettanto negativi per la comunità anche dalle fila dell’opposizione. È così che chiunque fa una cosa buona per la città diventa un nemico da distruggere, senza esclusione di colpi e senza riguardo per i danni che ne derivano per i cittadini. Questo è quello che sta accadendo a Vimercate, città che da giugno 2016 è governata da una giunta 5 stelle, eletta sull’onda di un forte desiderio di cambiamento dopo 20 anni di predominio del centrosinistra durante il quale sono stati rinviati a giudizio Sindaco, Vicesindaco (Roberto Rampi attualmente deputato alla Camera) e tecnici comunali.

La giunta 5 stelle si è dimostrata competente. L’Assessore Claudio Grossi, che si occupa del bilancio, dei tributi, delle partecipate e della legalità, fin dal primo giorno del suo impegno in giunta a Vimercate si è messo a disposizione per liberare risorse per la città.


Debiti arretrati pagati in pochi giorni, svelata l’inconsistenza della scusa del patto di stabilità con cui ai cittadini erano stati negati investimenti negli anni, introduzione di un metodo di controllo di gestione all’interno della macchina comunale per massimizzare le risorse destinate ai servizi, e grazie a questo, 1.000.000 € di investimenti straordinari in pochi mesi di amministrazione. Ancora, lotta all’evasione con recupero di 600.000 € e -23% sulla bolletta TARI, rivoluzione delle farmacie comunali con oltre 400.000 € in nuovi servizi nel prossimo triennio, la presentazione di un bilancio finalmente comprensibile ai cittadini e l’impegno per la legalità a tutti i livelli, portando Salvatore Borsellino a Vimercate. Questi sono i risultati più eclatanti dell’azione dell’Assessore.

Con l’avanzare dell’evidenza delle capacità e della buona amministrazione dei 5 stelle e dell’Assessore, si attiva la macchina del fango che produce letture false dei fatti e si scaglia contro la persona dell’Assessore per oscurarne le azioni e distruggerne la reputazione, arrivando fino a produrre una interrogazione parlamentare basata su elementi falsi e presentata dallo stesso deputato vimercatese Roberto Rampi (PD).

Il lavoro dell’assessore Grossi per Vimercate

Solo 30 giorni per pagare 142.000 euro di debiti alle parrocchie accumulati dal Comune in 5 anni. Il primo episodio che fa capire che qualcosa sta cambiando e che la competenza è di ben altro livello rispetto al passato avviene in soli 30 giorni di amministrazione. Il Comune, negli anni dal 2010 al 2015, aveva accumulato 142.000 euro di debiti nei confronti delle parrocchie. Soldi dovuti per la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale che rappresenta una ricchezza per il nostro territorio e che la legge imponeva di versare ogni anno entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio di previsione. Norma disattesa in passato con conseguente difficoltà per i cantieri avviati sulle varie chiese e immobili. Il segnale è apparso subito forte e chiaro.

Smontata la scusa del patto di stabilità. La prima azione dell’assessore Grossi ha spinto i precedenti amministratori a difendersi dietro al patto di stabilità, norma molto contestata che limita la capacità di spesa degli enti, con la quale si giustifica l’impedimento negli anni al pagamento dei debiti e che, nel 2016, sarebbe venuta meno. Un po’ come dire: “facile pagare adesso che le restrizioni non ci sono più”. All’assessore è bastato fare quattro verifiche per dimostrare alla città che negli anni dal 2011 al 2015 quella del patto di stabilità che impediva le spese è stata una scusa mal giocata. Gli spazi di spesa disponibili infatti andavano dai 429.000 ai 996.000 euro all’anno, contro il debito di 142.000 accumulato in 5 anni (meno di 30.000 euro all’anno in media). Nessuna scusa quindi.

Forte controllo di gestione, per erogare in servizi il massimo possibile delle risorse. L’attenzione ai numeri e alla possibilità di spesa è stata una delle impronte dell’assessore, che ha spinto da subito la struttura comunale a ricercare tutte le possibili risorse disponibili e a impiegarle prima che vadano in avanzo, diventando in tal modo difficilmente utilizzabili per la città. Negli anni i cittadini sono stati tenuti tranquilli presentando come auspicabile che l’amministrazione produca avanzi consistenti. In realtà l’assessore ha spiegato come questa prospettiva sia falsa, visto che gli avanzi non possono essere facilmente utilizzati in futuro, mentre è molto più opportuno impiegarli entro l’anno e trasformarli in investimenti e servizi. Altra maschera che cade. L’Amministrazione funziona bene quando riesce a spendere tutte le risorse disponibili, non quando le avanza per accantonarle e non poterne più disporre.

Un milione di euro in investimenti e servizi per la città. L’azione di spinta dell’assessore si traduce subito in una ricognizione da parte degli uffici e, ad ottobre 2016, emerge che entro fine anno si prefigura un incremento di disponibilità di oltre 1.000.000 di euro rispetto al previsto. Nessun indugio e si lavora immediatamente per tradurre queste risorse in servizi: contributi a scuole, attività sportive, oratori, cofinanziamento di progetti, associazioni assistenziali, nidi, riqualificazione dei parchi, illuminazione pubblica, manutenzione strade, scuole, palestre, biblioteca solo per citare alcuni investimenti. La città tocca con mano gli effetti del controllo e della spinta della giunta e dell’assessore.

Lotta all’evasione e 600.000 euro recuperati sulla TARI. L’impegno è costante e inizia a rivolgersi verso un’area delicata: l’evasione tributaria. Non sempre si tratta di fenomeni dolosi, ma spesso di mancanza di un’azione di messa a sistema dei dati disponibili all’ente, oltre che la conduzione dei contenziosi con le dovute cautele. I risultati non tardano ad arrivare e grazie all’azione dell’assessore e dell’ufficio si riesce ad assicurare al comune il recupero di 600.000 euro di TARI degli anni 2014 e 2015. L’effetto per la città nel 2017 è immediato: -23% in media sulla bolletta TARI. Il lavoro continua e la prospettiva è quella di riuscire a recuperare altra evasione sulle partite IMU, ICI, TASI per cifre consistenti grazie ad un approccio diligente e competente che l’assessore sta portando avanti.

La rivoluzione delle farmacie comunali al servizio dei cittadini. L’azione dell’assessore Grossi non si ferma e appena il nuovo CdA dell’azienda Speciale Farmacie Comunali di Vimercate è attivo, inizia un lavoro per massimizzare la capacità delle farmacie di erogare servizi per i cittadini. Le farmacie sono una realtà che produce utili consistenti e che, pagate le tasse, venivano accantonati in fondi con difficoltà di recupero per riutilizzo. È bastato analizzare lo statuto e le norme per capire che occorreva correggere immediatamente questi aspetti e, forti del fatto che le riserve legali erano ampiamente costituite, cambiare l’assetto per permettere il completo utilizzo delle risorse e l’estensione dell’azione delle farmacie al campo socio sanitario, senza comprometterne la solidità finanziaria. Operazione osteggiata dal centro sinistra che sventola lo spauracchio del disastro finanziario, ma che in meno di un anno produce un piano di investimenti in nuovi servizi per il triennio 2017-2019:

  • 158.000 € in sconti su farmaci e parafarmaci.

  • 100.000 € per nuovi servizi sanitari e socio-sanitari.

  • 220.000 € per acquisti a sostegno delle politiche sanitarie e socio-sanitarie.

  • Valutazione di ulteriori 489.000 a riserva per ulteriori servizi sanitari e socio-sanitari e investimenti in termini di salute.

Voucher per famiglie bisognose, voucher Bebè, campagne di scontistica sui farmaci e parafarmaci, campagne di informazione, sponsorizzazioni di progetti socio sanitari, potenziamento del servizio di consegna a domicilio dei farmaci solo per citare alcuni effetti.

Il bilancio comprensibile: un’arma nelle mani dei cittadini. Il bilancio comunale è il cuore dell’azione amministrativa, perché ne definisce le risorse e le destinazioni, oltre a misurare l’efficienza della macchina comunale. Capire il bilancio significa poter giudicare la bontà e la capacità degli amministratori. Avere cittadini capaci di capire il bilancio spaventa la politica quando questa pensa solo ad auto conservarsi, mentre può rappresentare un valido stimolo per chi vuole amministrare per conto dei cittadini. L’assessore Grossi organizza una serie di incontri nei quartieri della città in cui presenta il bilancio consuntivo del 2016 e il previsionale del 2017, mettendo a disposizione dei cittadini la propria capacità e rendendo il bilancio finalmente comprensibile. In modo sorprendente i cittadini ringraziano con applausi l’assessore lasciandosi in qualche caso a esternazioni come “sono più di dieci anni che partecipo alle presentazioni del bilancio e finalmente qualcuno che mi ha fatto capire!”. Appaiono evidenti i “non detto” del passato e il senso di scoramento da parte di molti cittadini che iniziano a capire. Questa iniziativa dell’assessore segna un punto che i precedenti amministratori faticano a digerire.

Il professor Grossi continua nel proprio impegno per la legalità. Riconosciuto per il suo impegno, il professor Grossi viene invitato come relatore al convengo tenutosi il 7 febbraio 2017 presso il tribunale di Milano in occasione del 25° Anniversario dalla Nascita di Tangentopoli. Al suo fianco Davigo, Di Pietro, Girelli, Bonafede, D’Elpidio, Lanza e Barbacetto. Nel giugno del 2017 è la volta di Salvatore Borsellino, gradito ospite dell’Amministrazione Comunale e dell’assessore alla legalità in occasione dell’intitolazione dell’auditorium della biblioteca civica. La volontà dell’Amministrazione di ricordare il sacrificio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ed esprimere il proprio impegno per la lotta alle mafie era stata portata all’attenzione del consiglio comunale affinché si esprimesse in tal senso, ma questo non è stato possibile per differenze di vedute in seno al consiglio. Il segnale è stato dato quindi dalla Giunta e dall’assessore alla legalità, riuscendo a far presiedere il fratello del giudice ucciso dalla mafia alla cerimonia. Momento molto toccante e che invita a riflettere sia per l’aspetto umano che per la forza con cui Salvatore Borsellino ripercorre gli eventi e denuncia le omissioni che hanno condizionato quelle vicende. In questa occasione si scatena un preoccupante attacco sui social da parte di esponenti della minoranza contro l’iniziativa dell’Amministrazione e contro Salvatore Borsellino. Si capisce che il clima di insofferenza per l’assessore è ormai al limite.

La macchina del fango contro l’assessore Grossi

La macchina del fango viene messa in moto contro l’Assessore Grossi nel tentativo di screditarne la reputazione personale, citando atti, fatti e documenti inesistenti concretizzandosi su due fronti:

L’accusa di voler dolosamente violare le leggi esistenti. In particolare viene costruito un fatto falso: ANAC lo avrebbe fermato mentre tentava di violare le norme, facendo attribuire il Servizio di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza ad un soggetto esterno al Comune (cosa vietata dalla legge) che si chiama Transparency International, in quanto sono amici suoi, e tutto questo non si sa se per incoscienza, incompetenza o per qualcosa di più grave.

L’accusa di scorrettezza per ottenere il massimo compenso. Viene costruita una falsa notizia: Si è dimesso appositamente da una azienda presso cui lavorava, appena nominato assessore, al fine di farsi dare il compenso massimo come assessore, ma la cosa grave è che quell’azienda era la sua, e quindi si è dimesso da sé stesso allo scopo di “rubacchiare” un compenso più alto. La smentita di questa falsa notizia è talmente chiara che viene ripresa dallo stesso giornale. L’assessore si è dimesso da una diversa società, intestata alla moglie, prima che il MoVimento 5 Stelle vincesse le elezioni a Vimercate, e le dimissioni si sono perfezionate solo successivamente, a causa di una convalescenza che ha interrotto il preavviso. Niente di losco o di premeditato quindi, e soprattutto nessun vantaggio per l’assessore.

Questo attacco assume i toni di una violenza personale difficile da riscontrare e comprendere, se non legata al grande lavoro che l’assessore sta facendo a Vimercate e che oscura le altre forze politiche.

Transparency International e ANAC

Sul tema della legalità, la più importante e innovativa iniziativa dell’assessore è stata quella di proporre il 12 luglio 2016 a Segretario e Sindaco, un incontro esplorativo con Transparency International (rinomata organizzazione internazionale non governativa che si occupa di lotta alla corruzione), in vista di un possibile contributo al rafforzamento delle misure per la trasparenza nel Comune di Vimercate, in forza dell’accordo nazionale siglato tra Transparency e l’Autorità Nazionale Anti Corruzinoe (ANAC) a gennaio 2016. L’accordo quadro in essere tra l’ANAC e Transparency prevede proprio lo sviluppo, anche nelle Pubbliche Amministrazioni, delle migliori pratiche di lotta alla corruzione e a favore della trasparenza. Un enorme valore aggiunto, per qualsiasi Comune italiano, Vimercate compresa. Il ruolo di un assessore è proprio questo, per legge: “compiti di indirizzo e poi di controllo, non di operatività”, e a tale ruolo l’assessore si è attenuto.

Transparency International redige e propone una bozza di protocollo di collaborazione per il Comune di Vimercate e la invia, come concordato nella riunione del 12 luglio 2016, all’assessore, che la gira agli uffici competenti; da quel momento, l’assessore non ha più alcun ruolo attivo nella vicenda.

Il segretario comunale rileva un’ambiguità in una frase del protocollo, in merito alla redazione del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (PTPC): la frase poteva essere interpretata come se Transparency International avesse proposto di giocare un ruolo attivo nella redazione del PTPC, cosa di fatto non di interesse di Transparency International, e non consentita dalla legge. Viene formulato a tal proposito un quesito verso ANAC. Dopo alcuni mesi di attesa, l’assessore chiede ufficialmente un sollecito ad ANAC affinché dia il suo parere. Questo è il fatto documentato sugli atti di giunta. Dopo alcune settimane l’ANAC risponderà rilevando l’ambiguità e dando parere negativo alla sottoscrizione del protocollo in quella forma.

La macchina del fango si mette in moto per distruggere sul piano personale un assessore e la giunta del Movimento 5 Stelle.

Articolo del 16 maggio 2017 sul Giornale di Vimercate. Una dichiarazione virgolettata, apertamente e senza giri di parole, accusava l’assessore di aver voluto violare le norme esistenti (dolosamente, quindi) tentando di far sostituire il Segretario Comunale, nel ruolo a lui riservato per legge di Responsabile del servizio di prevenzione della Corruzione, da un ente esterno (Transparency International). Non è mai esistito nulla del genere, in nessun atto, fatto o documento.

L’Accusa si accompagna di elementi oltraggiosi nei confronti dell’assessore - incoscienza o incompetenza - cui si aggiunge il palese riferimento a possibili rapporti oscuri: “speriamo non qualcosa di più grave”.

Nell’articolo veniva anche raccontato, citando un elenco di falsità, come e quando l’assessore avrebbe tentato di violare la legge, nel tentativo di sostituire il Segretario con Transparency International.

Primo falso: a febbraio la Giunta avrebbe affidato l’incarico di capo del servizio di prevenzione della corruzione al Segretario. In realtà il Segretario è nominato – per legge - dal Sindaco, non dalla Giunta, e l’attuale Segretario di Vimercate è stato nominato dal sindaco precedente, non da Sartini, ben tre anni fa.

Secondo falso: sempre in quella seduta di nomina l’assessore avrebbe avanzato la richiesta di sostituire il Segretario, in quel ruolo, con un Ente esterno di sua fiducia (Transparency)! Non è mai esistita una tale seduta di giunta, né alcun documento in tal senso.

Terzo falso: per tale scopo, l’assessore avrebbe in quella seduta presentato un documento redatto da lui in cui si proponeva tale attentato alla Legge e alla Democrazia. L’unico documento sulla vicenda è il protocollo redatto integralmente da Transparency International e non ha niente a che vedere con il Servizio di Prevenzione della Corruzione di cui è responsabile il Segretario da 3 anni!

Quarto falso: il segretario, “terrorizzato” da simile ignominia proposta da un assessore, in quella seduta avrebbe deciso di mandare quel protocollo ad ANAC e chiedere il parere per scongiurare lo scempio! Mai successo niente del genere.

L’accusa che viene costruita su questa vicenda è ben sintetizzata nell’interrogazione parlamentare del deputato Roberto Rampi, che si appoggia al falso apparso sui giornali, e cioè che il Comune di Vimercate avrebbe avanzato la richiesta di affidare il Servizio di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza ad un soggetto esterno (cosa vietata dalla legge), ovvero Transparency International. Nell’interrogazione si dice testualmente – togliendo ogni dubbio sulla volontà delle minoranze di attaccare l’assessore: “in particolare, da fonti di stampa locale, emerge la denuncia di alcuni consiglieri dell’opposizione secondo cui l’assessore al bilancio avrebbe “caldeggiato” l’affidamento del servizio alla sopra citata organizzazione, nonostante l’aggravio di costi per il comune e nonostante lo stesso avesse relazioni di collaborazione con la medesima società incaricata”.

Appare evidente la volontà di non considerare i fatti e gli atti reali, visto che l’interrogazione parlamentare è del 6 giugno, cioè 7 giorni dopo la seduta di consiglio comunale (30 maggio) in cui era già stato dimostrato che le informazioni poste alla base dell’interrogazione fossero false. Di quella seduta ci sono video e verbali ben noti ai consiglieri e disponibili al deputato Roberto Rampi.

Nella risposta ufficiale all’interrogazione del deputato Rampi si conferma come non vi sia mai stata alcuna richiesta di affidamento all’esterno del Servizio di Prevenzione della Corruzione (sarebbe stato fuorilegge) ma “Vi è invece stata una proposta di collaborazione di diversa natura, integralmente formulata e presentata da Transparency International a questo Ente nella forma del “Protocollo d’Intesa”, per il tramite di un assessore – che lo ha poi correttamente trasmesso e messo a disposizione degli uffici comunali competenti”.

Se si aggiunge il fatto che non è mai esistita alcuna forma di collaborazione personale dell’assessore con Transparency International, come potranno confermare gli stessi vertici dell’organizzazione non governativa, appare chiaro il livello di gravità a cui è arrivata la macchina del fango contro l’assessore arrivando a coinvolgere persino la sua famiglia.


Lo sfogo dell’assessore

“Per tutta questa violenza personale, - questa la dichiarazione dell'assessore Grossi - prima ancora che diffamatoria, mi sono lasciato andare a una reazione, un ceffone, un errore. Un errore di cui sono dispiaciuto, un errore di cui mi devo scusare con il mondo intero, prima ancora che con me stesso. Una reazione durata una notte e lasciata scritta per una notte, poi rettificata, ma è un errore. Anche davanti a tutto questo bisogna avere il coraggio di resistere e di non reagire, di tenere per sé quello che si sente e si vive, e di questo errore sono davvero dispiaciuto con il mondo intero".

Sull’errore dell’Assessore le opposizioni si sono scatenate ancora una volta.

Ancora non una parola, invece, sulla montagna di falsità costruite su di lui, che le opposizioni definiscono “confronto politico”.

Un metodo chiaro

Oggi l’assessore Grossi, i consiglieri Amatetti e Mauri. E domani? Il metodo ormai è chiaro. In simili situazioni, di fronte a questo sistema che mira a distruggere le persone e quanto viene da loro faticosamente costruito, l’invito che ci sentiamo di fare è molto semplice: state vicino a chi con impegno e sacrificio si dedica attivamente al bene del nostro Comune.

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