CEM e BEA, il matrimonio non s’ha da fare

In queste ultime settimane ha echeggiato sulla stampa una notizia corretta e una polemica strumentale e senza fondamento. La notizia corretta è che finalmente i Comuni soci di CEM hanno deciso di abbandonare il percorso di fusione con BEA. La polemica, scatenata dai titoli dei giornali che hanno interpretato a loro piacimento le dichiarazioni del sindaco di Vimercate, nasce dal fatto che il sindaco di Vimercate avrebbe rivendicato tutti i meriti del risultato raggiunto. Cosa ovviamente non vera, come pianamente ricavabile dal video della conferenza stampa qui sotto riportato.


La collaborazione tra i sindaci

I meriti di una decisione assembleare vanno ovviamente distribuiti tra tutti i sindaci che hanno votato per questo risultato e tra i componenti del comitato per l’indirizzo e il controllo di CEM che hanno condotto un lavoro prezioso per approfondire la sussistenza di un’affinità strategica tra CEM e BEA in vista del progetto di fusione. Lavoro che – guidato da obiettivi oggettivi e di certo non ideologici – ha invece portato alla elaborazione della proposta di delibera votata in assemblea il 14 dicembre che ha fatto tramontare questa ipotesi.


Lo spazio anche per una legittima rivendicazione

Tuttavia lo spazio per una rivendicazione legittima e incontrovertibile del M5S in questa lunga battaglia c’è ed è il seguente: il M5S è stato il primo e unico soggetto politico, perlomeno inizialmente, a non credere nella validità e nell’efficacia del progetto di fusione tra CEM e BEA e a sollevare serie perplessità e motivati dubbi, soprattutto di natura strategica ed economica. I numerosi articoli pubblicati sulla stampa locale e nazionale nel novembre/dicembre 2014, quando fu resa pubblica la proposta, lo comprovano con indiscutibile certezza. Tant’è che nell’assemblea dei Comuni soci CEM del dicembre 2014 tutti i Comuni, tranne uno, si espressero a favore della fusione.



Ora a distanza di tre anni la posizione degli stessi Comuni soci di CEM nell’assemblea del 14 dicembre 2017, grazie al cielo, si è ribaltata. Con grande soddisfazione del Movimento 5 Stelle i Comuni soci hanno deciso di abbandonare il percorso di fusione per la non sussistenza degli elementi essenziali e delle condizioni strategiche minime preordinate. Il Movimento 5 Stelle non può quindi che rallegrarsi per questa scelta per la quale si è speso e battuto con impegno e convinzione per tre anni.


Sicuramente l’insediamento a Vimercate dell’Amministrazione 5 Stelle nel luglio 2016 ha contribuito non poco all’inversione di rotta, posta come condizione per permanere in CEM. La scelta del Sindaco Sartini di candidarsi per entrare nel Comitato di indirizzo e controllo di CEM ha consentito al Comune di Vimercate non solo di tenere monitorato il processo di fusione, ma anche di confrontarsi con gli altri Sindaci e di maturare con loro i numerosi dubbi, tutt’altro che ideologici, circa l’opportunità di tale scelta.


Fusione con partenza ad handicap

Un processo di fusione partito, corre l’obbligo ricordarlo, con una violazione del codice civile: il primo passo verso la fusione delle due società sarebbe dovuto avvenire attraverso lo scambio di azioni tra CEM e BEA, così come deliberato nei Consigli Comunali di tutti i Comuni soci di CEM e BEA nel dicembre 2014. Ebbene, durante l’assemblea dei soci CEM del 18 dicembre 2014 emerse che lo scambio di azioni, così come previsto dagli atti, avrebbe violato l’articolo 2360 del codice civile relativo al divieto di sottoscrizione reciproca di azioni.

Per non tornare in tutti i Consigli Comunali dei Comuni e ripresentare una delibera, che superasse l’illegittimità della delibera precedente ed evitare una figuraccia, si convenne in assemblea di andare avanti con il processo di fusione approvando tutti gli atti all’Ordine del Giorno, a eccezione di quelli che prevedevano lo scambio di azioni. In pratica si votò un accordo più blando di quello previsto originariamente, una sorta di semplice partnership tra le due società.

Rimase comunque il dubbio più che legittimo che, stralciando l’atto relativo allo scambio di azioni e approvando tutto il resto, i Sindaci soci di CEM non avessero rispettato il mandato ricevuto dai rispettivi Consigli Comunali.


Assessori e vecchie omissioni


Non va dimenticato un altro particolare fumoso che vide protagonista l’allora Assessore di Vimercate Guido Fumagalli (PD), particolarmente vivace sui giornali in queste settimane. Una vivacità che non aveva nel dicembre 2014 quando nell’Assemblea dei soci espresse invece preoccupazione per l’eventualità di dover passare nuovamente nel Consiglio Comunale e tralasciò di leggere la mozione presentata e approvata dalla Maggioranza nel Consiglio Comunale di Vimercate otto giorni prima, che condizionava la fusione a vincoli ben precisi, contravvenendo così a un mandato affidatogli dal Consiglio Comunale stesso.


I risultati della gestione rifiuti M5S e i prossimi ambiziosi obiettivi

Fugato ora ogni dubbio sulla fusione grazie al documento approvato lo scorso 14 dicembre 2017 dalla Maggioranza dei Comuni soci di Cem, l’Amministrazione 5 Stelle di Vimercate continuerà con CEM a ritmo ancora più serrato verso una gestione dei rifiuti sempre più orientata alla minimizzazione del rifiuto residuo, alla valorizzazione dei materiali e al riuso.


Significativa la riduzione nel 2017 della produzione di secco per abitante anno che si attesta attorno agli 80 Kg (nel 2016 eravamo ancora sopra i 100). Essendo la riduzione dei rifiuti il primo obiettivo nella scala delle priorità nella gestione dei rifiuti nella legislazione europea e italiana, da alcuni anni si è sostituito il criterio della percentuale di raccolta differenziata con la misurazione del secco prodotto in un anno da ciascun cittadino espressa in Kg abitante anno. Il dato raggiunto nel 2017 di 80 Kg ci conferma che stiamo lavorando bene e nella giusta direzione.


Con orgoglio e grande soddisfazione abbiamo accolto poi l’esito positivo del bando di Regione Lombardia sul Centro del Riuso portato avanti con determinazione dall’Assessorato all’Ecologia. Regione Lombardia ha assegnato a Vimercate un contributo di 65.765 € che ci consentirà di progredire ulteriormente nella gestione virtuosa dei rifiuti.

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