Intervista a Claudio Mario Grossi, assessore al bilancio

Intervista all’assessore al bilancio, Claudio Grossi, che ci ha raccontato il suo lavoro a quasi due anni dal suo insediamento: molte soddisfazioni e un rammarico.


Scusi, partiamo da un chiarimento: lei è ancora assessore? Non lo so, pare che io mi sia dimesso a mia insaputa martedì 27 marzo, giorno in cui avrei rassegnato nelle mani del sindaco le mie dimissioni. Ma sia io che il sindaco non ne eravamo coscienti anche perché quel giorno io stavo in giro per l’italia e il sindaco forse era a Vimercate. È un vero giallo, per fortuna che su queste cose vigilano certi giornalisti d’inchiesta e di lotta, dalle cui indagini attendiamo di sapere, io e il Sindaco, chi mi ha dimesso e nelle mani di chi...


Quindi diciamo che sino a nuove scoperte, per ora è ancora assessore. A proposito di bilancio, quindi, che… bilancio fa del suo lavoro sino a oggi? La cosa più importante è stata l’introduzione di metodi e strumenti di Pianificazione e Controllo per sviluppare due cose fondamentali: primo, la coscienza che il sostanziale pareggio di bilancio richiesto dalle norme non fosse solo una questione contabile, bensì una delle più importanti espressioni dell’efficienza di gestione dei soldi dei cittadini, e quindi un dovere primario verso di loro; secondo, un dialogo tra Giunta, Dirigenti e Funzionari che fosse sereno, costruttivo e basato su strumenti di lavoro condivisi e apprezzati. Ecco, su questo, sono molto soddisfatto e la stima reciproca tra Giunta e Personale, in questo ambito, è comprovata e consolidata. Per effetto di tutto questo il 2017 ha registrato il miglior risultato tra gli anni confrontabili, in termini di efficienza di gestione, pur riconoscendo la complessità degli anni in cui vigeva il doppio binario contabile competenza/cassa.


C’è un fronte su cui ci sono ancora margini di miglioramento? Una delle azioni che questa amministrazione ritiene prioritaria è l’analisi delle mancate entrate tributarie per evasione o per errore, al fine di recuperarle stabilmente. La mappatura di un territorio ai fini dell’emersione tributaria è un’attività straordinaria, rispetto all’ordinaria gestione, molto complicata, interdisciplinare, che richiede il coordinamento di più settori e anche il contributo di soggetti terzi, ad esempio coloro che gestiscono i sistemi informativi e contabili del Comune. Un lavoro difficile, che parte da zero per la prima volta e per questo motivo vedrà maturare i propri risultati più tardi di quello che avrei sperato.


Qual è stato un altro fronte importante? Sicuramente le farmacie comunali, che sono l’unica partecipata sulla quale abbiamo doveri di governo e non solo di partecipazione e indirizzo politico. Estrarre valore, cioè denaro e servizi, dalle farmacie, era possibile solo modificando lo statuto, con due scopi: massimizzare il dividendo da ritornare al comune, che era limitato al 60% e ora è il 93%; cercare di sviluppare servizi non solo sanitari ma anche sociali – prima non presenti nell’oggetto sociale delle farmacie – affinché i margini di reddito venissero assorbiti dalle iniziative per i cittadini PRIMA che diventassero utile imponibile di fine anno, in modo da utilizzare anche quel 30% circa di margini che sarebbero invece finiti in imposte sul reddito d’esercizio delle farmacie.

Funziona? Direi proprio di sì: tenuto conto che il 2017 è stato l’anno d’impostazione di questa strategia, questa strategia ha già consentito di assorbire in servizi il maggior utile che si andava delineando rispetto al 2016: parliamo di 60 mila euro circa. Sono sicuro che il CdA delle farmacie nel 2018 continuerà su questa strada, combinando iniziative nuove e controllo di gestione economico, in modo da ottimizzare l’uso dei soldi dei vimercatesi che si generano dall’attività delle loro eccellenti farmacie.

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