Minoranze: condotta disonorevole. Dopo le parole del PM il M5S Vimercate chiede le dimissioni di tre

Il dibattito politico vimercatese si è riacceso in seguito alla notifica ai consiglieri di minoranza Mariasole Mascia (PD), Cristina Biella (FI) e Alessandro Cagliani (lista civica NpV) dell’opposizione alla richiesta di archiviazione di una denuncia a loro carico sporta dall’assessore al bilancio Claudio Grossi per la falsa rappresentazione di fatti intenzionalmente posta in essere dai tre al fine di screditarlo sul piano personale e, quindi, politico.


Senza entrare qui nel merito della denuncia – peraltro sacrosanta, rientrando nell’esercizio del proprio diritto costituzionale alla difesa, tanto più da difendere quando si ricoprono ruoli pubblici che la Costituzione dice che devono essere assolti “con disciplina e onore” – è la lettura del provvedimento di archiviazione (che pare essere una prassi consolidata nel caso di procedimenti per diffamazione tra politici) a essere meritoria di estrema attenzione. Liquidata ad esempio con serenità dal consigliere Biella sul proprio canale FB, leggendo bene essa inquieta un po’ tutti gli altri. Il PM vi afferma, infatti, che quello che emerge dagli atti è che (LETTERALMENTE!) gli indagati hanno semplificato e strumentalmente travisato alcune circostanze di fatto – aggiungendo – semplificazione e strumentalizzazione che sono caratteristiche proprie e socialmente accettate del discorso politico odierno, permanendo dunque nell'alveo della liceità (giuridica).


Ora, non sappiamo se questo procedimento avrà un seguito o se porterà all’individuazione di responsabilità penali, ma davvero qualsiasi sentenza di condanna nulla potrebbe aggiungere – per quanto di interesse per la città – a quanto già scritto che, parafrasando, è: “questi signori hanno agito scorrettamente, ma poiché agire scorrettamente in politica è la norma, questo rende il loro agire lecito (giuridicamente), ma (… si noti l’uso peculiare ma indicativo della parentesi) non eticamente”.


Al netto che il M5S Vimercate ritiene come la narrazione strumentale di fatti sia lungi dall’essere “socialmente accettata” in generale e soprattutto nel discorso politico (l’ascesa del M5S dovrebbe esserne la prova provata), le parole del PM a parere del M5S di Vimercate, se di certo non sanciscono il capitolo finale del procedimento penale, sanciscono tuttavia tombalmente la responsabilità etica e politica degli indagati, il cui agire appare del tutto incompatibile con le prescrizioni ex art. 54 della Costituzione che pone in capo a chi sono affidate funzioni pubbliche il dovere di esercitarle “con disciplina e onore”.


Chi “strumentalmente travisi circostanze di fatto” a fini politici (leggi, qui: a fini di infangamento di un pubblico ufficiale) riteniamo debba prendersi una lunga pausa di riflessione, scusarsi con la cittadinanza e rinunciare al proprio incarico di consigliere comunale.

Post in evidenza
Post recenti
Archivio