Intervista all'Assessore alle Politiche Sociali, Simona Ghedini


Qual è la motivazione che l'ha spinta a ricoprire questo incarico così impegnativo?


Non avevo mai ricoperto ruoli politici in precedenza, né mai nutrito interesse in tal senso. Ho pensato semplicemente che valesse la pena di accettare una sfida nuova che ho preso con molta serietà, mettendo al servizio della comunità le mie competenze. La speranza è quella di poter dare risposte adeguate alle richieste di aiuto delle persone. Da quando è nato Andrea, mio figlio di nove anni, sperimento quotidianamente la fatica di conciliare maternità, casa e lavoro e so quanto sia preziosa qualsiasi forma di aiuto, soprattutto da parte delle istituzioni.

Quali sono i bisogni fondamentali ai quali il suo assessorato è chiamato a dare risposta?

Accanto ai problemi sociali più tradizionali (casa, lavoro) ci sono secondo me due categorie ancora poco rappresentate all'interno degli enti locali: la prevenzione del disagio e l’innovazione. Nel sociale occorre sempre più investire risorse in modalità alternative per essere pronti ad affrontare i bisogni emergenti, non distogliendo mai lo sguardo dalle specificità del territorio e dai cambiamenti sociologici che investono dapprima i comuni più grandi e a cascata tutti gli altri. Alle persone si chiede di impegnarsi in progetti di vita attivi e dinamici dove le responsabilità sono equamente distribuite tra Comune e famiglia. Questo ”impegno reciproco” rappresenta un cambio culturale che richiederà i suoi tempi. Sono consapevole che passare dall'ottica “assistenzialistica” degli ultimi decenni al'’ottica “impegno e pro azione” ora prevalente non sarà facile.


Quali nuovi interventi in favore delle fasce più deboli?


Abbiamo modificato il progetto sulle borse lavoro cercando di avvicinare maggiormente le persone a realtà lavorative più consone al proprio profilo. Di recente abbiamo assegnato uno spazio dedicato al co-working e alle nuove start up. Misure quali il voucher farmaci e il voucher sport hanno dato sollievo alle fasce più deboli e alle associazioni sportive, così come il bonus bebè offerto dalle nostre farmacie comunali alle giovani coppie. Proseguono inoltre i progetti di housing sociale, l’erogazione di contributi economici legati a progetti sociali personalizzati.

La rete di sostegno all'anziano vede l’avvicendarsi di numerosi servizi dedicate agli over 65. Oltre al centro anziani San Gerolamo godiamo della presenza di una Università del Tempo Libero, di un Centro Diurno e di una RSA accreditata.

Abbiamo sostenuto il progetto “cardioprotezione” con l’acquisto di DAE di nuova generazione sempre in un’ottica di prevenzione e protezione.


Ci può descrivere brevemente come funzionerà il nuovo centro antiviolenza?


La novità consiste nell'aver dotato la città e il territorio circostante di un centro polispecialistico 0-24 ore dedicato alla violenza sulle donne, in rete con altri centri, sostituendolo a un semplice sportello di consulenza gestito da volontari. Aderendo a un bando regionale e individuando un immobile adeguato siamo riusciti nel giro di un solo anno ad aprire le porte a questo nuovo presidio.

La violenza sulle donne necessita di una presa in carico a 360 gradi. I centri antiviolenza sono assolutamente indispensabili, ma la vera sfida sarà “aiutare” prima che la situazione degeneri e prima dell’emergenza vera e propria.

Ribadisco ancora l’importanza della prevenzione e dell’educazione all'affettività dei più piccoli per indirizzarli a un cambiamento culturale che porterebbe secondo me con efficacia alla riduzione degli episodi di violenza sulle donne.


Accordo diritto allo studio: le novità per il 2018/2019?


L'Accordo diritto allo studio è una grande opportunità per il Comune di collaborare con le scuole del territorio.

Si tratta di un “patto” e di una serie di impegni reciproci tra Comune e Scuola per facilitare l’accesso all'istruzione da parte di tutti i bambini e ragazzi, anche di quelli svantaggiati.

Le novità di questi due primi anni di assessorato sono state: lo sportello psicologico in tutte le scuole, gratuito alle famiglie, gestito da operatori pubblici e non privati.

Il progetto “Tutti per Uno” volto ad aiutare i bambini BES (bisogni educativi speciali) e le loro famiglie ad affrancarsi dalla loro difficoltà funzionale ed evitare, quando possibile, che alcuni di questi casi portino a certificazione.

Ho sostenuto il progetto sulla mediazione scolastica volta a sostenere l’attività degli insegnanti alle prese con casi molto difficili e conflittuali, in cui tutte le risorse più tradizionali non si rivelano in grado di arrivare alla soluzione del problema. I docenti possono contare sulle competenze di un super esperto, esterno al gruppo di lavoro, in grado di supervisionare l’insegnante e guidarlo verso la comprensione della situazione.

Pre e post scuola in tutte le scuole dell’infanzia e primarie grazie alla collaborazione in alcuni casi del privato sociale.

Sostegno compiti attraverso un coordinamento delle associazioni che si occupano di questa tematica.

Concorso sui principi della Costituzione: gli alunni sono invitati ad approfondire in classe i primi dodici articoli della Costituzione Italiana. Gli elaborati più originali vengono premiati in occasione della Festa della Repubblica Italiana il 2 Giugno di ogni anno.

Incontri di formazione sui disturbi alimentari rivolti alle famiglie ma soprattutto ai genitori e ai docenti membri della Commissione Mensa per rilevare tempestivamente i primi segnali indicatori di una disfunzionale modalità di approccio al cibo.

Sono emersi problemi in questi due anni? Come li ha affrontati e risolti?

Concertare il piano politico con il piano tecnico non è sempre facile. La macchina comunale vive di procedure, atti, scadenze che spesso viaggiano a una velocità diversa rispetto agli indirizzi politici.

A volte non si può che dare una risposta solo parziale, anziché risolutiva, ai bisogni impellenti delle persone, perché non sempre è possibile agire nell'immediato.

Ho imparato l’arte della mediazione continua tra istanze molto diverse e priorità in continuo mutamento. L’iter burocratico richiede nell'elaborazione di ogni singolo progetto molto impegno: incontri, accordi, approfondimenti, scelte ragionate e un’elevata flessibilità di pensiero.

I suoi propositi per il futuro?

Ho ancora molti progetti nel cassetto. Un ambulatorio infermieristico comunale che assicuri sorveglianza sulla popolazione anziana in termini di presa in carico globale e educazione socio-sanitaria. Un servizio di “psicologia di famiglia” al pari del Medico di Medicina Generale in un’ottica di prevenzione del disagio sociale. Penso all'apertura di un asilo notturno, dove poter ospitare persone in difficoltà emergente in attesa di una soluzione più strutturata al problema.

E tanto altro….

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