Nuova vita per "la Santa"

Il 20 maggio è stato convocato dal Centrosinistra un consiglio comunale "d'urgenza" per fermare i lavori, appena avviati, che trasformeranno la strada nota come "La Santa" in una ciclopedonale. Qui di seguito illustriamo nuovamente le ragioni che hanno portato alla decisione di ritagliare per la sola mobilità dolce questo piccolo angolo del nostro territorio.


La Santa è situata all'interno di un PLIS (Parco locale d'interesse sovracomunale, il Parco della Cavallera): Il Parco della Cavallera si costituì dieci anni fa. Il 27 febbraio 2009 fu siglato l'accordo proprio nella Sala Cleopatra di Palazzo Trotti tra i Comuni di Vimercate, Arcore, Villasanta e Concorezzo. 6,2 Km di parco agricolo di grande interesse ambientale con una storia rurale di antichissime origini. Il Parco nacque per salvaguardare un'area che avrebbe rischiato allora di scomparire per mere logiche di mercato e spinte di edificazione del territorio, per creare una cintura verde tra città fortemente urbanizzate. È importante che si colga questo aspetto. L'accordo tra i Comuni fu sottoscritto con la finalità di costruire su questa importante area agricola una rete ecologica soggetta a vincoli che tutelassero gli interessi paesistico ambientali, storico culturali, vincoli che sostenessero e promuovessero l'agricoltura locale. Sappiamo tutti che nel Parco si coltivano la nota patata di Oreno e il frumento per il pane prodotto dalla Filiera corta.



Tutti questi nobili principi e finalità, che l'attuale maggioranza condivide, sono regolamentati a livello regionale dalla legge 30 e a livello locale dal PGT. Infatti l'Amministrazione precedente di centro sinistra in ottemperanza ai vincoli di tutela del Parco nella redazione del vigente PGT nel piano delle regole all'articolo 34 per quanto riguarda il PLIS della Cavallera tra le prescrizioni generali scrisse: “All'interno delle aree del parco è vietata la viabilità motorizzata esclusa quella a servizio delle attività agricole”.

La chiusura della Santa alla circolazione motorizzata è un'attuazione di una prescrizione più che condivisibile che la precedente Amministrazione ha messo sulla carta, ma non s'è mai impegnata a portare avanti. In consiglio comunale il Partito Democratico ha tirato fuori dal cilindro l'idea - alternativa alla chiusura della strada - di una ciclabile che possa correre accanto alla strada da far continuare a percorrere alle auto. Un'idea solo per cavalcare le proteste, dimenticando però che quando il Centrosinistra ha messo per iscritto il piano delle regole non ha scritto che il divieto alla circolazione motorizzata era "fatta salva la viabilità esistente". No. Ha scritto che è vietata la circolazione dei mezzi a motore tout court.


Chiarito questo aspetto, procedendo nel pieno rispetto della legge 30 regionale e del PGT vigente, questa Amministrazione ha colto l'opportunità di finanziare i lavori attingendo al fondo aree verdi regionale che disciplina l'erogazione di contributi destinati al mantenimento del Parco, alla valorizzazione del patrimonio forestale, (ricordiamo che sulla strada della Santa è prevista la piantumazione di un doppio filare di alberi), all'incremento della mobilità sostenibile. Tutte azioni assolutamente in linea con quanto contenuto nel nostro programma di mandato e nelle linee programmatiche approvate dal Consiglio Comunale.




Naturalmente prima di attuare questa decisione, abbiamo commissionato uno studio che analizzasse i flussi sulla strada della Santa e sulle altre due strade che collegano Vimercate ad Arcore che ha segnalato un Impatto sul traffico automobilistico di ricaduta valutato non significativo. Nella decisione hanno inciso le richieste dei cittadini avanzate ai tavoli di lavoro dedicati alla mobilità del PGT, del PUMS, le migliaia di questionari restituiti da cittadini e studenti che chiedevano di creare un collegamento alternativo ciclopedonale tra Oreno e Arcore. Così come si è tenuto conto di tanti altri aspetti:

  • la pericolosità e l'alto tasso d'incidentalità e i costi non sostenibili per la messa in sicurezza)

  • la presenza di percorsi alternativi

  • recupero della configurazione storica della strada (con il ripristino della piantumazione) e reinserimento della cascina Cavallera nel suo contesto agricolo

  • tutela del parco dagli abusi in materia di discarica abusiva

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