Storie Guerriere: il centro del riuso Panta Rei

La nostra storia guerriera nasce con lo scopo di ridurre la produzione di rifiuti coinvolgendo direttamente il tessuto sociale della nostra città.


IL PROBLEMA


Uno degli obiettivi del nostro mandato elettorale iniziato a luglio del 2016 era l’attuazione della “strategia rifiuti zero”, ovvero una serie di iniziative in grado di ridurre la produzione di rifiuti e in particolare quelli destinati a incenerimento. Un tassello fondamentale, ribadito peraltro dallo schema della gerarchia dei rifiuti definito dall'Europa, è la prevenzione, cioè evitare che un bene o oggetto diventi rifiuto perché prima di tutto è una risorsa che può essere riutilizzata o riciclata tante volte prima del suo fine vita. Il centro del riuso nasce con l’intento di intercettare questi beni e di rimetterli in circolazione perché, come afferma lo slogan che abbiamo coniato, “quello che non serve a te può servire a qualcun altro!”.


L’INIZIATIVA


La nostra iniziativa sta tutta nel nome, PANTA REI, cioè “tutto cambia, tutto si trasforma, niente resta immutato”. Il centro del riuso Panta Rei ha aperto a giugno di quest’anno. Siamo in un capannone di circa 400 mq che ci è stato concesso in comodato d’uso gratuito dal nostro gestore della raccolta rifiuti, CEM Ambiente, una società pubblica al 100% partecipata dai comuni del nostro territorio. Il funzionamento è molto semplice: ogni cittadino può portare i beni di cui si vuole liberare, ma che non vuole buttare perché sono in buone condizioni. Gli oggetti accettati vengono ritirati e catalogati su un database assegnandogli un QRcode, una classificazione e un peso, e vengono poi messi in vendita, sistemati oppure trasformati in altri oggetti, a prezzi molto inferiori rispetto ai prezzi di mercato. Il ricavato serve unicamente per coprire i costi di gestione. Abbiamo anche un sito da dove è possibile visionare gli oggetti presenti sugli scaffali.


IL RISULTATO


Innanzitutto riduzione dei rifiuti: a Panta Rei ogni oggetto continua a vivere, passando di mano in mano, così com'era o rinato con una nuova funzione, in antitesi con la cultura dell’usa e getta ormai insostenibile per l’ambiente. Ma Panta Rei è anche un centro di aggregazione sociale e di incontro, di persone, di storie e di professioni, e spazio educativo e di trasmissione di conoscenze e saperi. Panta Rei è gestito da volontari che si mettono a disposizione non solo per gestire l’accoglienza degli oggetti, la loro catalogazione, la loro eventuale riparazione e sistemazione sugli scaffali, l’accoglienza dei clienti, ma anche per organizzare e condurre laboratori didattici e corsi di formazione creativa (upcycling) su come ripararli o persino trasformarli.

A fine settembre, cioé dopo solo 3 mesi e mezzo dall'apertura: gli oggetti venduti avevano un peso di 504,20 kg, equivalenti a kg CO2 non emessa in atmosfera di 327,8.





COSA SERVE PER REPLICARE L’INIZIATIVA?


Grandi motivazioni e coinvolgimento di tutti i portatori di interesse sono la chiave per il successo di questi progetti. Non importa da chi può partire l’iniziativa, ma è essenziale che ci siano tutti: associazioni di volontari o cooperative sociali, Comune e gestore della raccolta rifiuti. Insieme occorre trovare un luogo fisico, meglio un capannone, ma può essere anche un piccolo appartamento adibito a magazzino. Certamente, un grande aiuto possono essere finanziamenti regionali o europei, così come è stato nel nostro caso dove il centro è potuto partire grazie a un bando di regione Lombardia a cui abbiamo partecipato arrivando al terzo posto e garantendoci il rimborso del 70% delle nostre spese di investimento iniziale.

La pagina facebook del centro è: https://www.facebook.com/Centro-Riuso-Panta-Rei-290781825173733


https://www.ilblogdellestelle.it/2019/12/cosi-abbiamo-ridotto-i-rifiuti-costruendo-un-centro-del-riuso-storieguerriere.html

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